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18 feb 2013
censura...
Ormai la legge sulla par condicio è
carta straccia e ci sembra che violarla sia diventato, in queste
elezioni, lo sport nazionale per la maggior parte degli organi d’informazione che fanno a gara nell’oscurare Rivoluzione Civile.
Ieri a Ballarò i telespettatori hanno potuto ascoltare gli appelli al
voto di Berlusconi, Bersani, Monti e poi anche l’intervento di Grillo. E Rivoluzione Civile? Niente. Cancellata dagli schermi.
Su Sky, invece, sempre ieri è andata in onda una diretta di 2 ore del
comizio di Beppe Grillo. Quando ci sarà una diretta equivalente per
Rivoluzione Civile? Probabilmente dopo le elezioni. E’ ormai evidente
che questa campagna elettorale si sta svolgendo nella piena illegalità
e che gli organi di controllo hanno abdicato alla loro funzione, forse
perché espressione della maggioranza politica che raccoglie i frutti
prodotti da una informazione squilibrata.
Che fa l’Autorità di Garanzia nelle comunicazioni? Che fa la Commissione di Vigilanza Rai?
Quello che sta accadendo in Italia non è degno di un paese europeo e
democratico ed assomiglia in modo preoccupante a quanto avviene nei
regimi autoritari. Siamo di fronte ad una umiliazione della democrazia
senza precedenti perché è ormai evidente il disegno di toglierci la
parola nell’ultima settimana di campagna elettorale, violando il diritto
degli italiani ad essere informati ed i nostri diritti politici.
A questo punto non ci resta che andare in Procura
perché una legge dello Stato, quella sulla par condicio, non può essere
calpestata per imbavagliare chi non ha partecipato alla lottizzazione
della Rai o degli organi di controllo. Basta! È ora di fare pulizia e lo
faremo appena entrati in Parlamento, con una legge che tolga la tv pubblica dalle mani dei partiti che la utilizzano come se fosse un servizio privato, mentre è un bene comune.
14 nov 2011
allarme verde o... ROSSO?!?
(ringrazio la Pimpi per avermi passato questa news)
MAXIEMENDAMENTO
Vendita terreni, allarme Verdi
"Via libera a nuovo cemento"
Il partito ecologista denuncia i rischi nascosti nella norma di modifica alla legge di stabilità: "La possibilità di cambiare destinazione urbanistica 5 anni dopo l'acquisto favorisce la speculazione selvaggia"
"Siamo indignati - sottolinea ancora Bonelli - perché, con la scusa di aggredire il debito pubblico, non solo si dà un colpo mortale a un settore già in crisi come quello agricolo, rendendo i terreni dismessi appetibili più per la speculazione del cemento che non per la coltivazione; ma perché continua l'assalto selvaggio a un territorio che ha già mille ferite e in cui ogni settimana si muore a causa del dissesto idrogeologico".
La norma in questione prevede che i terreni vengano individuati entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge con decreto del ministero delle Politiche agricole d'intesa con quello dell'Economia. L'alienazione dal patrimonio disponibile sarà a cura dell'Agenzia del demanio e avverrà mediante trattativa privata per quelli di valore inferiore ai 400mila euro, e mediante asta pubblica per quelli di valore superiore.
Il rischio della speculazione, con la speranza di fare cassa, è chiaramente messo in conto dal governo. L'articolo 4 quater, infatti, prevede che "nell'eventualità di incremento di valore dei terreni alienati derivante da cambi di destinazione urbanistica intervenuti nel corso del quinquiennio successivo all'alienazione medesima, è riconosciuta allo stato una quota pari al 75% del maggior valore acquisito dal terreno rispetto al prezzo di vendita".
"Invece di continuare a tirare la volata ai signori del cemento svendendo il patrimonio pubblico - conclude Bonelli - si taglino le spese militari e i privilegi della casta degli armamenti. Ci sono oltre 40 miliardi che verranno letteralmente buttati per l'acquisto di aeri da guerra, navi, elicotteri e sommergibili, come abbiamo più volte documentato: si usino quei fondi per mettere i conti in ordine".
La richiesta di poter acquistare la terra di proprietà dello Stato è un vecchio cavallo di battaglia delle associazioni degli agricoltori, rilanciata di recente 1. Anche ieri, appena trapelate le prime indiscrezioni sui contenuti del provvedimento presentato al Senato, i commenti da parte delle organizzazioni agricole sono stati positivi.
"L'accoglimento nel maxiemendamento alla manovra della proposta di Coldiretti di vendere le terre pubbliche ai coltivatori è una buona notizia per il Paese e per l'agricoltura", ha commentato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ricordando che si tratta di 338mila ettari di terreni agricoli per un valore stimato di 6 miliardi di euro (la stima Coldiretti è su dati del censimento dell'agricoltura).
La cessione di questi terreni, ha proseguito Marini, "toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, rende disponibili risorse per lo sviluppo per le casse pubbliche, ma favorisce anche la competitività delle imprese e nuova occupazione in un settore, quello del cibo e del made in Italy, che rappresenta una leva straordinaria su cui poggiare un pezzo importante del nostro futuro". E di intervento che "può dare risposte importanti ai tanti giovani che vogliono continuare o intraprendere l'attività agricola" parla anche l'Associazione giovani imprenditori (Agia) della Confederazione italiana agricoltori.
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posso farlo almeno qui?!!!
visto che nella vita reale mi impediscono di scriverlo sui muri a caratteri cubitali e
mi impediscono pure di mettere bandierine bianche su improvvise colline di terra buona (ma proprio buona) che finirà chissà dove..
Lasciatemi almeno sfogare qui...
BASTA CEMENTO!
EDILIZIA UGUALE MAFIA!
MEGLIO UN MURATORE DISOCCUPATO CHE UN AZIENDA AGRICOLA TRASFORMATA IN COMPLESSO RESIDENZIALE CON RIFINITURE DI LUSSO E...GIARDINI DI PIETRA!
mi impediscono pure di mettere bandierine bianche su improvvise colline di terra buona (ma proprio buona) che finirà chissà dove..
Lasciatemi almeno sfogare qui...
BASTA CEMENTO!
EDILIZIA UGUALE MAFIA!
MEGLIO UN MURATORE DISOCCUPATO CHE UN AZIENDA AGRICOLA TRASFORMATA IN COMPLESSO RESIDENZIALE CON RIFINITURE DI LUSSO E...GIARDINI DI PIETRA!
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