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14 mar 2013

IL TRENO DI LENIN-film completo

In una lunga vacanza ci sta anche un film, un bel film, di un grande regista italiano (Damiano Damiani), con un cast di tutto rispetto.
Noi "vacanzieri" l'abbiamo finito di vedere ieri notte, con temperatura leggermente siberiana, ma ci stava bene.
Se non l'avete ancora fatto, guardatelo (e magari scaricatelo, che magari poi lo cancellano, e non è così scontato trovarlo in italiano!)
saluti da questa "vacanza"lunga 67 annni.

Qui sotto la prima e la seconda parte


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Ben Kingsley e Leslie Caron in un momento di pausa durante le riprese del film
*
Il vero Lenin con un uno dei suoi amati gatti
***

18 feb 2013

censura...

Ormai la legge sulla par condicio è carta straccia e ci sembra che violarla sia diventato, in queste elezioni, lo sport nazionale per la maggior parte degli organi d’informazione che fanno a gara nell’oscurare Rivoluzione Civile. Ieri a Ballarò i telespettatori hanno potuto ascoltare gli appelli al voto di Berlusconi, Bersani, Monti e poi anche l’intervento di Grillo. E Rivoluzione Civile? Niente. Cancellata dagli schermi. Su Sky, invece, sempre ieri è andata in onda una diretta di 2 ore del comizio di Beppe Grillo. Quando ci sarà una diretta equivalente per Rivoluzione Civile? Probabilmente dopo le elezioni. E’ ormai evidente che questa campagna elettorale si sta svolgendo nella piena illegalità e che gli organi di controllo hanno abdicato alla loro funzione, forse perché espressione della maggioranza politica che raccoglie i frutti prodotti da una informazione squilibrata.
   Che fa l’Autorità di Garanzia nelle comunicazioni? Che fa la Commissione di Vigilanza Rai? Quello che sta accadendo in Italia non è degno di un paese europeo e democratico ed assomiglia in modo preoccupante a quanto avviene nei regimi autoritari. Siamo di fronte ad una umiliazione della democrazia senza precedenti perché è ormai evidente il disegno di toglierci la parola nell’ultima settimana di campagna elettorale, violando il diritto degli italiani ad essere informati ed i nostri diritti politici.
   A questo punto non ci resta che andare in Procura perché una legge dello Stato, quella sulla par condicio, non può essere calpestata per imbavagliare chi non ha partecipato alla lottizzazione della Rai o degli organi di controllo. Basta! È ora di fare pulizia e lo faremo appena entrati in Parlamento, con una legge che tolga la tv pubblica dalle mani dei partiti che la utilizzano come se fosse un servizio privato, mentre è un bene comune.
                                                          Antonio Ingroia

 




12 ott 2011

una soluzione c'è...

ricominciare a sognare
Joe Natta per
EMERGENCY




Contro ogni guerra

-la guerra-bufala contro la Libia… IL Governo Berlusconi è passato dall’inaccettabile complicità col regime Gheddafi alla guerra, con gran parte di consenso dell’opposizione parlamentare.

Politica, diplomazia, trattative sono state volutamente evitate. Questo dimostra come la classe politica che sta ai vertici non sia altro che un gruppo di marionette (opposizione compresa…)

-la guerra non è mai la soluzione , perché uccide vittime umane, contamina l’ambiente, aumenta la violenza. Le donne e gli uomini di questo Paese, usciti dalla tragedia della II guerra mondiale lo sapevano bene e hanno scritto parole chiare nell’articolo 11 della Costituzione, ancora violata. La guerra è contro le rivolte dei popoli arabi per la democrazia e la giustizia sociale. Ed è anche contro lo spauracchio della diffusione della Banca Islamica, l’unica banca veramente etica che non si regge su un sistema di strozzinaggio come quelle occidentali.

-E il “doppio pesismo” dell’Europa e degli Usa? Da una parte l’accettazione della guerra in Libia, dall’altro l’assenza di ogni tipo di iniziativa politica contro Qatar, Yemen, Arabia Saudita che sparano sui manifestanti o per impedire che continuino i bombardamenti su Gaza.

UN’ITALIA CHE INVESTE IN ARMI

Le politiche di guerra sono anche uno spreco di risorse pubbliche che potrebbero e dovrebbero essere utilizzate in un altro modo.

La spesa militare complessiva per il 2011 è di 24,4 miliardi.

Solo per i nuovi sistemi d’arma nell’anno corrente si prevedono 5,7 miliardi.

IL costo pluriennale dei programmi di ammodernamento è di

-18 miliardi per gli Eurofighter

-15,5 miliardi per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35

-5,7 miliardi per le fregate Fremm

-3,9 miliardi per 100 elicotteri NH90

-1,88 miliardi per 4 sommergibili U-212 e altro ancora…

L’esercito italiano conta di un apparato di 180.000 unità con un costo annuo di quasi 9,5 miliardi. Le persone impegnate nelle missioni all’estero sono 8.300. L’esercito italiano ha un numero di graduati superiore a quello dei militari di truppa: PIU’ COMANDANTI CHE COMANDATI!

L’Italia è impegnata in 30 missioni internazionali. La solo missione in Afghanistan è costata 750 milioni.

Un’Italia che taglia scuola, università, ricerca…

Un’Italia che vuole combattere la crisi e se la prende con gli italiani: giovani, donne, pensionati, lavoratori, malati…

I tagli alla scuola pubblica e i finanziamenti a quella privata

I tagli alla spesa per la scuola operati dal Governo B. con la legge 133/08 raggiungeranno un livello di 7,8 miliardi nell’esercizio finanziario 2012.

Altri tagli si aggiungeranno con interventi successivi (100 milioni alla legge 440/97, 60 milioni per il diritto allo studio e la gratuità dei libri)

IL BILANCIO OCCUPAZIONALE DEI TAGLI E’ DI 140.000 posti di lavoro in meno, tra docenti e personale ATA.

Tagli a Università e Ricerca…

LA SOLUZIONE C’E’…

- Tagliare spese militari

- Ricondotto il ruolo dell’esercito e dei sistemi d’arma alla funzione prevista dalla Costituzione: quella di DIFESA

- Va portato il numero dei militari da 180.000 a 120.000

- Tagliati gli investimenti per i nuovi sistemi d’arma

- Annullamento dell’acquisto dei 131 caccia bombardieri F35, aerei d’attacco capaci di trasportare ordigni atomici, che da soli pesano sul bilancio 2011 per 500 milioni di euro.

- Tagliate spese per le missioni di guerra, va invece finanziata la cooperazione allo sviluppo

- Tagliato il finanziamento alle scuole private, rispettando l’articolo 33 della Costituzione.

- Tassa sui grandi patrimoni

- Dimezzare stipendi dei parlamentari

In questo modo si possono recuperare più di 6 miliardi, per bloccare lo smantellamento dell’istruzione pubblica e per una serie di interventi prioritari.





18 set 2011

Noi Siamo I Comunisti


quelli che seguono sono i contenuti di un volantino che ha accompagnato la prima esecuzione "dal vivo" della nostra canzoncina "Noi siamo i comunisti", avvenuta il 13 agosto 2011 alla Festa di Liberazione di Pietrabuona (Pescia).
Segue il video.
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§ Noi siamo i comunisti §

/testo: Serena S. Madhouse- Musica: DottorZeroTrash/

-coro russo: Fabio Rapatmax, Joe Natta, DottorZeroTrash-

I bambini noi mangiam

Perché

Siamo i comunisti che nel gelo dell’inverno.

Dentro un’isba noi viviam

E ci scaldiamo col fuoco della povertà;

E ci mangiamo i bimbi

Che qua portiamo.

Noi siam…

Noi siamo i comunisti

Dal freddo veniamo

Noi siamo i comunisti

I bimbi noi mangiamo

Noi siamo i comunisti

Dal freddo veniamo.

Noi siamo i comunisti

I bimbi noi mangiamo.

Dalla steppa noi cantiamo per te

Siamo i comunisti che

Dal cuore della Russia

Dalla neve noi veniam

E ci scaldiam col grasso della società

Mangiando i vostri bimbi che qua portiam.

Noi siam…

Noi siamo i comunisti

Dal freddo noi veniamo

Noi siamo i comunisti

I bimbi noi mangiam

Noi siamo i comunisti

Dal freddo veniam

Noi siamo i comunisti

I bimbi noi mangiam.

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=

I bambini noi mangiamo…Perché? ?

-Le origini-

Sul finire del 2oo8 abbiamo avuto l’idea di realizzare questo progetto, nato un po’ per gioco un po’ per rabbia, con un brano, quasi una filastrocca infantile, che ci sembrava perfetto come canzone natalizia vista la situazione in cui vivevamo (e che subiamo ancora). Questo continuo scaricare le responsabilità e le colpe sugli altri, spesso (sempre?) sui “comunisti”: soggetti non ben identificati, spesso campati in aria e decontestualizzati. A quanto pare nel nostro Paese questa è una formula che funziona… piuttosto bene!

E’ una tradizione vincente che vide la luce nei primitivi inizi del secondo dopoguerra, quando dai pulpiti delle chiese iniziava una trionfante e cinica propaganda anti-comunista, che usava e sfruttava il dolore di tante famiglie italiane, mamme, mogli e sorelle che avevano un figlio disperso o un loro caro e che cercavano conforto nelle parole bugiarde di questi preti di regime. Non è che vogliamo fare di tutta l’erba un fascio (!), perché ci furono anche eccezioni, ma la consuetudine voleva tutti i dispersi italiani prigionieri dei nemici comunisti, quando in realtà molti soldati italiani erano morti in battaglia o per le ferite che non potevano curare o per la fame e il freddo che “chi di dovere” non aveva né previsto, né considerato. In più c’erano malattie (soprattutto per chi andò prigioniero nei campi di lavoro sovietici) come il tifo petecchiale, il colera e altre epidemie. E come tutti dovremmo ormai sapere, male armati e peggio equipaggiati per superare la sfida del Generale Inverno.

Così mentre in Italia nasceva il mito del comunista mangiabambini, nella sterminata Russia molti nostri soldati, tornati poi malconci ma vivi e con la volontà alla fine di raccontare come andarono veramente le cose, furono aiutati dai civili russi che non se la passavano meglio. E furono soprattutto le mamme russe a riconoscere, ad esempio, nel modo di camminare un principio di congelamento che poi curarono, a ospitare al caldo della loro isba chi rischiava di morire assiderato. Tra le tante difficoltà le fragili isbe russe rappresentavano la famiglia e soprattutto la Pace e l’umanità, offerta dal “nemico”, mentre i veri nemici dei nostri soldati, e degli italiani tutti, si trovavano a Roma!

Questo è lo spirito che ci ha portato a questo progetto che è stato tanto criticato dal momento della sua pubblicazione su Youtube e spesso non compreso, forse volutamente. Nell’esecuzione della musica (originale e interamente composta per la forma orchestrale) si è voluto “scimmiottare” rispettosamente il Coro Dell’Armata Rossa, sperando anche con un po’ d’ironia, di aver reso onore a tutti quelli che hanno sofferto queste vicissitudini.

A sollevarci il morale sono arrivati complimenti da Leningrado, per il brano e per le immagini storiche usate nel video! A voi il giudizio. Buon ascolto spensierato e divertito con JOE NATTAZLe Menti Malate!

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Dal cuore della Russia

I brani che seguono (testimonianza di Giuseppe “Beppe” Lamberti, comandante del Cervino, gruppo sciatori)sono tratti da LA STRADA DEL DAVAI di Nuto Revelli- Einaudi.

Non tutti sanno o vogliono capire che l’Unione Sovietica è dissanguata. Non si vedono o non si vogliono vedere gli sforzi e i sacrifici della popolazione civile che a volte sta peggio di noi.

Molti raccontano fino alla nausea la loro dolorosa storia personale mettendo in primissimo piano “l’inumanità” del popolo russo. Nulla sanno e nulla vogliono sapere della storia di questo popolo, delle immense sofferenze che il popolo russo subì e sta subendo per colpa dell’invasione tedesca della quale noi siamo stati , anche se incoscientemente, fautori e sostenitori.

Ricordo che durante la ritirata, con pochi superstiti ancora al mio fianco, fummo creduti tedeschi dai partigiani che ci catturarono. Indossavamo le tute bianche del Cervino, eravamo armati. Ci misero al muro per fucilarci.

Per caso fu chiarito l’equivoco. E quantunque fossimo in piena battaglia , l’ufficiale dell’esercito rosso che annullò la decisione partigiana di fucilarci dimostrò di comprendere la tragica situazione degli italiani. Ci catalogò infatti con queste parole: “Illusi al seguito degli altri”.

Con l’agosto del 1945 la fine della guerra porta nei campi di prigionia la speranza di un immediato rientro in Patria. Ma soltanto nell’autunno le prime tradotte di prigionieri muovono verso l’Italia.

Non rimpatrio con i “benpensanti”, molti dei quali hanno avuto la… precedenza e sono partiti con le primissime tradotte: rimpatrio nell’agosto del 1946 con gli ultimi.

Sulla strada del ritorno, a Mosca, lunga sosta con altri ex prigionieri italiani nella stazione ferroviaria.

Un vecchietto in paziente attesa sotto la pensilina vuol sapere chi siamo.

“Prigionieri italiani”, è la nostra risposta.

“E dove andate?”

Domoi, a casa”.

Il vecchietto allora agita bonariamente in aria il bastone su cui si reggeva, appare meno esile, più vivo. “Per questa volta è andata così,- conclude- ma se tornerete ancora una volta anch’io vi romperò la testa”.

E’ tutta in quest’episodio l’espressione dell’animo russo che sa discernere tra Italia e fascismo, tra italiani e tedeschi; quell’animo russo che avvertiva come anche noi fossimo vittime di una colossale avventura.

Idea & testo di: Serena S, Madhouse

E con la preziosa partecipazione di:

Marco Sabattini (DottorZeroTrash)

Joe Natta e Fabio Rapatmax

§

cercate il video di “NOI SIAMO I comunisti” SU YUOTUBE

P.S. la scena finale del video e’ tratta dal film del 1949 “La caduta di Berlino

Di Michail Chiareli