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18 feb 2013
11 feb 2013
Sandro Ruotolo aggredito da Casa Pound
"Sono orgogliosamente antifascista
Posted feb 8 2013 by Sandro Ruotolo
Sono orgogliosamente antifascista e ho deciso di non stringere la mano al candidato di Casapound, Simone Di Stefano, che come me corre per la presidenza della Regione Lazio. L’unica tessera che ho in tasca è quella dell’Anpi
(Associazione nazionale partigiani d’Italia) e non voglio avere niente a
che fare con chi si rifà alla dittatura del ventennio fascista e usa l’omofobia come pratica politica. È stato, infatti, un esponente di Casapound di Roma a provocare l’escalation di battute contro Nichi Vendola, apparse su facebook nei giorni scorsi. A queste cose dico no!.
Sandro Ruotolo"
***
a seguito di queste dichiarazioni...
***
CasaPound contro Sandro Ruotolo: insulti e fumogeni
Posted feb 11 2013 by Rivoluzione Civile - admin
Sandro Ruotolo e Antonio Ingroia
Sandro Ruotolo, il candidato di Rivoluzione civile alla presidenza della Regione Lazio, in mattinata è stato aggredito da militanti dell’estrema destra di CasaPound durante un’iniziativa elettorale a Civita Castellana, nel viterbese. Immediata la richiesta di Antonio Ingroia al ministero dell’Interno di garantire a tutti i candidati la possibilità di fare campagna elettorale in sicurezza e libertà.
Minacciato e insultato il
giornalista. Aggrediti i partecipanti alla conferenza. La sala messa
sottosopra da un manipolo di violenti a volto semicoperto che hanno
lanciato fumogeni e rovesciato le sedie.
Il leader di Rivoluzione civile, Ingroia, ha espresso solidarietà a Ruotolo, “giornalista coraggioso che non si è mai fatto intimidire da mafiosi e camorristi e che, da vero partigiano della Costituzione,
non ha mai piegato la schiena ad ogni forma di fascismo”. Solidarietà
anche da Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc), Orazio Licandro (Pdci) e
da tutta Rivoluzione Civile.
E’ stata una vendetta premeditata quella nei confronti del giornalista, che qualche giorno fa si era rifiutato di stringere la mano a Simone Di Stefano, esponente di CasaPound, in occasione di una tribuna politica organizzata dal Tg regionale. “Sono orgogliosamente antifascista”, aveva detto per giustificare il suo rifiuto a Di Stefano. Sandro Ruotolo ha avuto anche la “colpa” di aver espresso solidarietà a Nichi Vendola
per le offese omofobe ricevute proprio da esponenti di CasaPound.
L’aggressione di oggi è stata “la loro risposta, intollerante e
fascista, alla mia doverosa e pacifica presa di posizione pubblica
contro l’omofobia e il razzismo”, ha scritto Ruotolo su Facebook.
Alle forze dell’ordine è stata fornita
la documentazione fotografica e la testimonianza di chi ha riconosciuto
gli aggressori (quattro di loro sono stati identificati dopo alcune
ore). Ma la questura di Viterbo, ha denunciato Ruotolo, non ha ritenuto
di dover inviare nessun poliziotto all’iniziativa, “eppure sono certo
che la Digos sa bene quale radicamento abbia CasaPound qui e quali
rischi esistessero per me e per le persone che incontravo”. Gli
“attivisti” dell’estrema destra di CasaPound, che hanno parlato di
“goliardica contestazione”, non sono nuovi alle violenze: in particolare nel viterbese si sono distinti per l’aggressione al direttore del “Futurista” Filippo Rossi.
Per Antonio Ingroia, che si costituirà
parte civile al processo, è necessario “garantire un clima sereno e
civile nel prosieguo della campagna elettorale. Vogliono impedirci di
parlare ai cittadini minacciando i nostri candidati e interrompendo con
atti di violenza le nostre manifestazioni. Evidentemente Rivoluzione Civile fa paura”, ha concluso.
20 apr 2012
24 aprile al cinema con l'ANPI
![]() |
'Diodi', quattro storie di partigiani per un film di vecchie e nuove Resistenze
Natalia Binagli
Venerdì 03 Febbraio 2012 11:48
'DIODI'. Due uomini e
due donne. Quattro storie vere di partigiani, che oggi finiscono in un
film - intervista. 'Diodi' si intitola, come i componenti elettronici
che impediscono alla corrente elettrica di tornare indietro: così i
racconti dei quattro resistenti vogliono impedire il ritorno indietro
nella storia, il ripetersi di ogni dittatura. Iniziato nel 2009 e
terminato pochi mesi fa, Diodi sarà proiettato in anteprima nazionale
il 17 febbraio al teatro Puccini di Firenze. (Inizio alle ore 21.
Biglietti: 7 euro. In prevendita presso il Puccini o tramite circuito
box office). Le storie sono quelle di Silvano Sarti, nome di battaglia
Pillo, oggi presidente dell'Anpi di Firenze, di Aldo Michelotti di
Pistoia, di Anita Malavasi di Reggio Emilia, detta Leila, scomparsa poco
prima di Natale, e di Didala Ghilarducci di Viareggio.
GLI AUTORI. Le loro
testimonianze sono state raccolte e trasformate in un film documentario
da Fulvia Alidori, membro dell'Anpi nazionale e scrittrice, dall'attore e
sceneggiatore teatrale Saverio Tommasi, dai videomaker Domenico
Scarpino e Giulia Maraviglia: con la Tic Film, casa di produzione
allestita in maniera indipendente, hanno fatto tutto con le loro mani,
dalla stesura della sceneggiatura al montaggio.
RESISTENZA DI IERI E DI DOMANI.
Dalla Resistenza alle resistenze di oggi: 'Diodi' è un film di storia e
di attualità. Dalle testimonianze dei partigiani traspare una certa
amarezza, come se il mondo che volevano non lo avessere ottenuto.
"L'insegnamento che ci danno - spiegano gli autori - è che ogni giorno
dev'essere fatto di impegno, come una continua nascita, con eroismo
quotidiano: come moderni 'diodi', per far fluire la corrente nella
giusta direzione" . Il film, dopo l'anteprima di Firenze sarà proiettato
nelle città di origine dei partigiani. Info:www.diodifilm.it
|
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1 dic 2011
Marzabotto (delegazioni) in visita a Sant'Anna di Stazzema
26 novembre 2011
SANT'ANNA DI STAZZEMA- Nel 2008 è stato sancito, con una solenne cerimonia, il Patto di amicizia che lega Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole, realtà martiri accomunate dalle stragi nazifasciste del 1944. Un accordo comune per proseguire assieme il lavoro di divulgazione della memoria, attraverso scanbi e visite che coinvolgano istituzioni, scuole, giovani, associazioni. In questa ottica si è svolta oggi, sabato 26 novembre 2011, una importante visita al Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema da parte del sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, del Presidente dell'Anpi di Marzabotto, Bruno Veronesi, il presidente del Comitato Onoranze, Walter Cardi, l'ex sindaco di Monzuno, Andrea Marchi, una rappresentanza dell'associazione familiari delle vittime di Marzabotto assieme ai giovani dell'Anpi e rappresentanze istituzionali. Ad accoglierli, il sindaco di Stazzema Michele Silicani. La delegazione ha consegnato a Silicani un pannello commemorativo della visita, che sarà collocato all'interno del Museo Storico, e un quadro che ricorda l'eccidio. Durante la visita ci sono stati molti momenti emozionanti, come l'incontro tra i superstiti delle due realtà martiri e la deposizione di una corona di alloro al Monumento Ossario in ricordo delle vittime. La mattinata è stata intensa e ricca di incontri: il sindaco Silicani, infatti, ha incontrato anche una delegazione dello Sci:Moers, presente con il responsabile Frank Liebert, per organizzare un nuovo progetto di respiro europeo tra Sant'Anna, Moers e Vinkt. Un percorso intrapreso ormai da anni, seguito dal personale del Museo, che ha portato molti giovani italiani e tedeschi a conoscere le realtà reciproche, seguendo le finalità di divulgazione dei valori di pace promosse dall'Unione Europea. A testimoniare l'attenzione verso il Parco Nazionale della Pace da parte delle istituzioni europee, nei prossimi giorni una delegazione del comune di Stazzema e dell'associazione Martiri di Sant'Anna sarà ri cevuta dall'eurodeputato Leonardo Domenici al Parlamento Europeo ed incontrerà anche il futuro presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz; senza dimenticare il Premio cittadino europeo conferito lo scorso 12 agosto ad Enrico Pieri, presidente dell'associazione Martiri di Sant'Anna. Un impegno costante, quindi, per promuovere i valori di pace e la memoria della strage di Sant'Anna. "E' stata una giornata straordinaria"-commenta il sindaco Silicani. "L'Anpi di Marzabotto, il comune, i superstiti hanno confermato ancora una volta che le nostre realtà sono indissolubilmente legate. Li ringrazio per aver portato al Parco Nazionale della Pace questo forte segno di amicizia e fratellanza: c'è un legame fortissimo, basato sui valori della nostra Costituzione di cui Sant'Anna e Marzabotto sono pietre miliari. Anche loro sono attivi con progetti assieme a realtà della Germania e l'incontro stamani con i rappresentanti dello Sci di Moers è stato molto importante; un'occasione ch e porterà ad una collaborazione per progetti europei". Il sindaco di Marzabotto, Franchi, ribadisce la forza del legame. "Quando saliamo a Sant'Anna ci sentiamo a casa nostra e ogni volta che le istituzioni e i superstiti di Sant'Anna vengono a Marzabotto sono a casa loro. Le nostre realtà hanno una storia comune e tutti noi ci impegneremo per portare avanti i valori di pace. Proprio per questo sosterremo sempre il Parco Nazionale della Pace".
SANT'ANNA DI STAZZEMA- Nel 2008 è stato sancito, con una solenne cerimonia, il Patto di amicizia che lega Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole, realtà martiri accomunate dalle stragi nazifasciste del 1944. Un accordo comune per proseguire assieme il lavoro di divulgazione della memoria, attraverso scanbi e visite che coinvolgano istituzioni, scuole, giovani, associazioni. In questa ottica si è svolta oggi, sabato 26 novembre 2011, una importante visita al Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema da parte del sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, del Presidente dell'Anpi di Marzabotto, Bruno Veronesi, il presidente del Comitato Onoranze, Walter Cardi, l'ex sindaco di Monzuno, Andrea Marchi, una rappresentanza dell'associazione familiari delle vittime di Marzabotto assieme ai giovani dell'Anpi e rappresentanze istituzionali. Ad accoglierli, il sindaco di Stazzema Michele Silicani. La delegazione ha consegnato a Silicani un pannello commemorativo della visita, che sarà collocato all'interno del Museo Storico, e un quadro che ricorda l'eccidio. Durante la visita ci sono stati molti momenti emozionanti, come l'incontro tra i superstiti delle due realtà martiri e la deposizione di una corona di alloro al Monumento Ossario in ricordo delle vittime. La mattinata è stata intensa e ricca di incontri: il sindaco Silicani, infatti, ha incontrato anche una delegazione dello Sci:Moers, presente con il responsabile Frank Liebert, per organizzare un nuovo progetto di respiro europeo tra Sant'Anna, Moers e Vinkt. Un percorso intrapreso ormai da anni, seguito dal personale del Museo, che ha portato molti giovani italiani e tedeschi a conoscere le realtà reciproche, seguendo le finalità di divulgazione dei valori di pace promosse dall'Unione Europea. A testimoniare l'attenzione verso il Parco Nazionale della Pace da parte delle istituzioni europee, nei prossimi giorni una delegazione del comune di Stazzema e dell'associazione Martiri di Sant'Anna sarà ri cevuta dall'eurodeputato Leonardo Domenici al Parlamento Europeo ed incontrerà anche il futuro presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz; senza dimenticare il Premio cittadino europeo conferito lo scorso 12 agosto ad Enrico Pieri, presidente dell'associazione Martiri di Sant'Anna. Un impegno costante, quindi, per promuovere i valori di pace e la memoria della strage di Sant'Anna. "E' stata una giornata straordinaria"-commenta il sindaco Silicani. "L'Anpi di Marzabotto, il comune, i superstiti hanno confermato ancora una volta che le nostre realtà sono indissolubilmente legate. Li ringrazio per aver portato al Parco Nazionale della Pace questo forte segno di amicizia e fratellanza: c'è un legame fortissimo, basato sui valori della nostra Costituzione di cui Sant'Anna e Marzabotto sono pietre miliari. Anche loro sono attivi con progetti assieme a realtà della Germania e l'incontro stamani con i rappresentanti dello Sci di Moers è stato molto importante; un'occasione ch e porterà ad una collaborazione per progetti europei". Il sindaco di Marzabotto, Franchi, ribadisce la forza del legame. "Quando saliamo a Sant'Anna ci sentiamo a casa nostra e ogni volta che le istituzioni e i superstiti di Sant'Anna vengono a Marzabotto sono a casa loro. Le nostre realtà hanno una storia comune e tutti noi ci impegneremo per portare avanti i valori di pace. Proprio per questo sosterremo sempre il Parco Nazionale della Pace".
Contatti:
Museo Storico della Resistenza di Sant'Anna di Stazzema
tel/fax 0584.772025 - tel. 0584.772286
www.santannadistazzema.org
santannamuseo@comune.stazzema.lu.it
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16 set 2011
Addio a "Ometto", che non serviva i tedeschi...
Di lui mi aveva parlato qualche volta il mio babbo,per quella sua decisione di non volere come clienti della sua trattoria (aperta nel 1946 nel paese di Bedizzano che oggi è gestita dalla figlia Lorena)i tedeschi, neanche quelli giovani, nemmeno quelli che della guerra e delle atrocità naziste magari si vergognavano...
"I tedeschi?Qui non entrano, qui non mangiano" questo aveva sempre detto Francesco Farsetti, da tutti conosciuto come "Ometto", da cui prende il nome anche la sua storica trattoria.
Poteva sembrare una scelta discutibile, così dopo tanto tempo, ma io ammiravo questa scelta, credo che in tanti abbiano fatto altrettanto e non per odio verso i tedeschi "nuovi" (che al contrario deli italiani "nuovi" hanno fatto una buona opera di pulizia e chiarezza nei confronti di quello che è stato il nazismo, fino ad estirparlo e relegarlo nell'angolo buio delle cose fuorilegge)ma per quel rispetto che tutti dovremmo alle persone che tanto hanno sofferto e lottato a causa di questo nostro alleato traditore.
Ometto è morto martedì scorso a 89 anni , e la notizia ha commosso per la perdita di questo partigiano fino alla fine che aveva combattuto nella gloriosa Brigata Garibaldi.
"Lui i tedeschi non poteva vederli, aveva visto uccidere tante persone in tempo di guerra, tante donne incinte fucilate. Ricordi duri, non ha mai perdonato... Negli ultimi mesi era debilitato per la malattia, ma avrebbe voluto andare in giro, non era di quelli che se ne stanno a letto, andava a tutte le iniziativa dell'ANPI, di cui faceva parte" così ci racconta la figlia...
Ometto in 62 anni non ha mai fdatto entrare un tedesco nella sua trattoria, eccetto una volta nell'agosto del 2008..
Proprio il giorno della ricorrenza dell'eccidio di Sant'Anna Di Stazzema,imbandì la tavola sotto il pergolato, nella sua trattoria in mezzo alle Apuane e accolse una reporter tedesca di Berlino: Digne Melver Marcovicz, anarchica e antifascista, brindò con Ometto con del buon vino locale e a Carrara si parlò a lungo di quell'Armistizio di un solo giorno tra Ometto e la Germania.
Sotto quel pergolato all'ombra delle cave di Marmo si unirono due storie: "Ho visto i massacri di gente inerme, compiuti dagli aguzzini delle SS di Walter Reder. Come posso servire i discendenti di tanta barbarie. I miei morti ammazzati si rivolterebbero nelle fosse comuni dove li avevano scaraventati" dichiarò Ometto nel 2008. Ma provò un senso di vicinanza verso Digne Marcovicz, la cui famiglia di ebrei tedeschi e olandesi fu distrutta dai nazisti.

"I tedeschi?Qui non entrano, qui non mangiano" questo aveva sempre detto Francesco Farsetti, da tutti conosciuto come "Ometto", da cui prende il nome anche la sua storica trattoria.
Poteva sembrare una scelta discutibile, così dopo tanto tempo, ma io ammiravo questa scelta, credo che in tanti abbiano fatto altrettanto e non per odio verso i tedeschi "nuovi" (che al contrario deli italiani "nuovi" hanno fatto una buona opera di pulizia e chiarezza nei confronti di quello che è stato il nazismo, fino ad estirparlo e relegarlo nell'angolo buio delle cose fuorilegge)ma per quel rispetto che tutti dovremmo alle persone che tanto hanno sofferto e lottato a causa di questo nostro alleato traditore.
Ometto è morto martedì scorso a 89 anni , e la notizia ha commosso per la perdita di questo partigiano fino alla fine che aveva combattuto nella gloriosa Brigata Garibaldi.
"Lui i tedeschi non poteva vederli, aveva visto uccidere tante persone in tempo di guerra, tante donne incinte fucilate. Ricordi duri, non ha mai perdonato... Negli ultimi mesi era debilitato per la malattia, ma avrebbe voluto andare in giro, non era di quelli che se ne stanno a letto, andava a tutte le iniziativa dell'ANPI, di cui faceva parte" così ci racconta la figlia...
Ometto in 62 anni non ha mai fdatto entrare un tedesco nella sua trattoria, eccetto una volta nell'agosto del 2008..
Proprio il giorno della ricorrenza dell'eccidio di Sant'Anna Di Stazzema,imbandì la tavola sotto il pergolato, nella sua trattoria in mezzo alle Apuane e accolse una reporter tedesca di Berlino: Digne Melver Marcovicz, anarchica e antifascista, brindò con Ometto con del buon vino locale e a Carrara si parlò a lungo di quell'Armistizio di un solo giorno tra Ometto e la Germania.
Sotto quel pergolato all'ombra delle cave di Marmo si unirono due storie: "Ho visto i massacri di gente inerme, compiuti dagli aguzzini delle SS di Walter Reder. Come posso servire i discendenti di tanta barbarie. I miei morti ammazzati si rivolterebbero nelle fosse comuni dove li avevano scaraventati" dichiarò Ometto nel 2008. Ma provò un senso di vicinanza verso Digne Marcovicz, la cui famiglia di ebrei tedeschi e olandesi fu distrutta dai nazisti.
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