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16 ago 2016

Addio Bianca.

STAZZEMA (LUCCA), 16 AGO -

E' scomparsa ieri a 91 anni Bianca Pieri, superstite della strage nazista di Sant'Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, costata la vita a 560 persone: tra le vittime anche il padre e due sorelle, una di appena 7 mesi, l'altra, madre di due bimbe, morta di setticemia pochi giorno dopo l'eccidio. Bianca Pieri si salvò con la madre. Dopo essere state scoperte mentre si nascondevano in una grotta, poi incolonnate insieme ad altri per raggiungere S.Anna e Valdicastello, furono allontanate da un soldato tedesco: la madre soffriva di cuore e stentava a camminare. Lentamente si erano separate dagli altri e il militare, dopo averle esortate a muoversi, fece loro cenno di andare via.
    A dare la notizia della scomparsa di Pieri, ricordando la sua storia, è stato il Parco della pace-Museo storico della Resistenza di S.Anna: "Se ne va una parte del paese, oltre che una testimone della strage". Domani i funerali: la famiglia non chiede fiori ma opere di bene per l'associazione Martiri di Sant'Anna

14 mag 2014

Il nazismo è ritornato in Europa: appello per manifestazione 17 maggio

questo articolo è tratto dal sito:



A Odessa un’orda nazista ha trucidato 46 cittadini ucraini di origine russa. Disarmati. Lo ha fatto con i metodi nazisti del pogrom: bruciare, uccidere, non lasciare via di scampo alle vittime.
I media, all’unisono, hanno falsificato la notizia, l’hanno deformata fino a renderla irriconoscibile. Questa falsificazione è funzionale a coprire le responsabilità degli Stati Uniti e dell’Europa, che appoggiano il governo golpista di Kiev, da essi portato al potere.
Noi, cittadini italiani di una repubblica antifascista ormai solo di nome, siamo parte involontaria di questa mostruosa tragedia e di questo ritorno al passato. Lo siamo in quanto membri della NATO e alleati degli Stati Uniti.
Possiamo tacere? Se lo faremo, saremo complici.
Le prossime settimane, quelle che ci separano dal voto ucraino del 25 maggio, vedranno, purtroppo, eventi ancora più sanguinosi, mentre la crisi tra Russia e Occidente rischia di scivolare in conflitto aperto.
Io chiedo a tutte le persone ragionevoli di partecipare a una manifestazione nazionale di protesta e di lutto. Chiedo che lo si faccia insieme e subito. Con urgenza, il 17 maggio, a Roma.
E’ un appello a tutti, perché ci si riunisca in silenzio, senza bandiere, in segno di lutto e di vergogna per questa Europa senza vergogna. Diamo una risposta collettiva, grande, dignitosa. Sono a disposizione per ogni contatto preliminare.
Per inviare l’adesione a questo appello potete scrivere all’indirizzo mail info@giuliettochiesa.it.
Giulietto Chiesa

14 dic 2011

Ieri a Firenze (a reti unificate)

Ieri a Firenze io non c'ero ma una ragazza che fa yoga con me sì; quando ci ha raccontato di essersi trovata sul luogo del "delitto" ho pensato a un incidente stradale, una rapina finita male... Quando ho capito che era un omicidio commesso per motivi razziali, quando ha detto "dicevano che era di casa Pound, ma cos'è casa Pound.??." confesso che ho provato un dolore profondo che assomiglia tanto a una sconfitta e in parte a una certezze tragicamente rivelata. 

Se penso alla desolazione che ci fa sentire addosso la morte anche quando siamo a casa nostra, non riesco nemmeno a immaginare il senso di tristezza che deve esserci intorno ai due senegalesi uccisi. Due persone che vivevano lontane dal loro Paese senza fare del male a nessuno, vendendo occhiali e borse firmate-per-finta che sono il simbolo più verace della nostra società, società occidentale, post capitalista e consumista per sfogo nervoso, ormai in fase di decadenza avanzata. Mi dispiace tanto per queste due persone finite per caso in mezzo a un assurda "guerra tra poveri" voluta, impostaci da chi povero non è (e magari è italiano solo all'anagrafe) solo per distoglierci dai reali problemi di questa Italia, ma soprattutto dai veri colpevoli...

Mi dispiace anche che nonostante i sacrifici e le conquiste sudate e meritate di tanti italiani autentici, oggi ci sia ancora chi si professa fascista (anche se è un reato e, secondo me, simbolo di imbecillità e di inferiorità come ha sempre dimostrato la Storia), chi si definisce razzista, chi fa violenza agli altri per il colore della pelle. 

Quello che mi preoccupa di più è che , a differenza dei tanto citati e malvisti centri sociali anarchici o di sinistra (che al più organizzano cortei pacifici, proiezioni cinematografiche, biciclettate e soprattutto serate musicali, con pochi mezzi e tanta imprpvvisazione, quelli di destra (colpevoli anche per lo più degli "incidenti"di Roma-15 ottobre scorso)sono ben organizzati, finanziati, con una buona logistica alle spalle che li supporta o sponsorizza,e li coordina tra loro,  nonostante siano dei folli, degli ignoranti, degli esaltati, dei criminali repressi... anche perchè una persona con un suo sano equilibrio interiore secondo me non potrebbe mai entrare in uno di quei posti, non potrebbe mai dirsi razzista e fascista.

Ma questo oggi, nell'ennesimo giorno di pioggia, conta poco. 
Solidarietà con le famiglie e gli amici degli uccisi e un augurio di pronta guargione al senegalese rimasto ferito.

mad



Il Fatto  
 
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Estremista destra uccide 2 senegalesi

Caccia al 'nero', sparatoria in due mercati.Oggi lutto cittadino

14 dicembre, 06:07

Estremista destra uccide 2 senegalesi (ANSA) - ROMA, 14 DIC - Gianluca Casseri, 50 anni, estremista di destra, ha fatto fuoco tre volte. La prima al mercato di Piazza Dalmazia, a Firenze, uccidendo 2 senegalesi e ferendone un terzo, ora in gravissime condizioni. Poi al mercato di San Lorenzo, dove ha ferito due senegalesi, quindi si e' sparato nella sua auto. Il ministro per la cooperazione Andrea Riccardi sara' oggi a Firenze per incontrare i rappresentanti della comunita' senegalese. Il sindaco Matteo Renzi ha proclamato per oggi il lutto cittadino.





16 set 2011

Addio a "Ometto", che non serviva i tedeschi...

Di lui mi aveva parlato qualche volta il mio babbo,per quella sua decisione di non volere come clienti della sua trattoria (aperta nel 1946 nel paese di Bedizzano che oggi è gestita dalla figlia Lorena)i tedeschi, neanche quelli giovani, nemmeno quelli che della guerra e delle atrocità naziste magari si vergognavano...

"I tedeschi?Qui non entrano, qui non mangiano" questo aveva sempre detto Francesco Farsetti, da tutti conosciuto come "Ometto", da cui prende il nome anche la sua storica trattoria.

Poteva sembrare una scelta discutibile, così dopo tanto tempo, ma io ammiravo questa scelta, credo che in tanti abbiano fatto altrettanto e non per odio verso i tedeschi "nuovi" (che al contrario deli italiani "nuovi" hanno fatto una buona opera di pulizia e chiarezza nei confronti di quello che è stato il nazismo, fino ad estirparlo e relegarlo nell'angolo buio delle cose fuorilegge)ma per quel rispetto che tutti dovremmo alle persone che tanto hanno sofferto e lottato a causa di questo nostro alleato traditore.

Ometto è morto martedì scorso a 89 anni , e la notizia ha commosso per la perdita di questo partigiano fino alla fine che aveva combattuto nella gloriosa Brigata Garibaldi.

"Lui i tedeschi non poteva vederli, aveva visto uccidere tante persone in tempo di guerra, tante donne incinte fucilate. Ricordi duri, non ha mai perdonato... Negli ultimi mesi era debilitato per la malattia, ma avrebbe voluto andare in giro, non era di quelli che se ne stanno a letto, andava a tutte le iniziativa dell'ANPI, di cui faceva parte" così ci racconta la figlia...

Ometto in 62 anni non ha mai fdatto entrare un tedesco nella sua trattoria, eccetto una volta nell'agosto del 2008..

Proprio il giorno della ricorrenza dell'eccidio di Sant'Anna Di Stazzema,imbandì la tavola sotto il pergolato, nella sua trattoria in mezzo alle Apuane e accolse una reporter tedesca di Berlino: Digne Melver Marcovicz, anarchica e antifascista, brindò con Ometto con del buon vino locale e a Carrara si parlò a lungo di quell'Armistizio di un solo giorno tra Ometto e la Germania.

Sotto quel pergolato all'ombra delle cave di Marmo si unirono due storie: "Ho visto i massacri di gente inerme, compiuti dagli aguzzini delle SS di Walter Reder. Come posso servire i discendenti di tanta barbarie. I miei morti ammazzati si rivolterebbero nelle fosse comuni dove li avevano scaraventati" dichiarò Ometto nel 2008. Ma provò un senso di vicinanza verso Digne Marcovicz, la cui famiglia di ebrei tedeschi e olandesi fu distrutta dai nazisti.

Morto loste che non serviva i tedeschi