08 mag 2012

TITANIC (a Roma il 12 maggio)


Ieri sera abbiamo visto TITANIC. Per me sarà stato le terza o quarta volta (anche se dall'inizio non l'avevo mai visto), per Marco la prima volta (sarà stato uno degli ultimi a non averlo visto). Stiamo seguendo anche la fiction su Rai1, che più che la storia della grande nave, è la storia del grande cammino del mondo operaio verso i suoi diritti sindacali e... umani.

Penso che il film di Cameron oltre ad essere uno dei più costosi della storia del cinema sia, involontariamente, uno del film più comunisti della storia del cinema, neanche un film di propaganda avrebbe potuto essere più chiaro.
E parlo di COMUNISMO SOCIALE, quello di cui si parla poco poichè dopo diventerebbe impossibile usare il Comunismo come elemento negativo a cui affibbiare tutte le colpe di questo mondo e di quell'altro.

Una nave che affonda inesorabilmente perchè non si sono seguite le regole base della sicurezza in nome del profitto. 
Una nave in cui non ci sono scialuppe per tutti, ma sbarre che frenano le classi più deboli, le stesse che senza diritti base hanno lavorato alla sua realizzazione.
Una classe sociale destinata a salvarsi (momentaneamente) grazie ai suoi capitali esagerati e a uno stile di vita tanto  scenografico quanto frivolo e nocivo.

Questo era il TITANIC nel 1912, questa è la nostra società del 2012.
SENZA L'ARTICOLO 18 COME IL TITANIC: PRONTI AD AFFONDARE.