14 mag 2014

Il nazismo è ritornato in Europa: appello per manifestazione 17 maggio

questo articolo è tratto dal sito:



A Odessa un’orda nazista ha trucidato 46 cittadini ucraini di origine russa. Disarmati. Lo ha fatto con i metodi nazisti del pogrom: bruciare, uccidere, non lasciare via di scampo alle vittime.
I media, all’unisono, hanno falsificato la notizia, l’hanno deformata fino a renderla irriconoscibile. Questa falsificazione è funzionale a coprire le responsabilità degli Stati Uniti e dell’Europa, che appoggiano il governo golpista di Kiev, da essi portato al potere.
Noi, cittadini italiani di una repubblica antifascista ormai solo di nome, siamo parte involontaria di questa mostruosa tragedia e di questo ritorno al passato. Lo siamo in quanto membri della NATO e alleati degli Stati Uniti.
Possiamo tacere? Se lo faremo, saremo complici.
Le prossime settimane, quelle che ci separano dal voto ucraino del 25 maggio, vedranno, purtroppo, eventi ancora più sanguinosi, mentre la crisi tra Russia e Occidente rischia di scivolare in conflitto aperto.
Io chiedo a tutte le persone ragionevoli di partecipare a una manifestazione nazionale di protesta e di lutto. Chiedo che lo si faccia insieme e subito. Con urgenza, il 17 maggio, a Roma.
E’ un appello a tutti, perché ci si riunisca in silenzio, senza bandiere, in segno di lutto e di vergogna per questa Europa senza vergogna. Diamo una risposta collettiva, grande, dignitosa. Sono a disposizione per ogni contatto preliminare.
Per inviare l’adesione a questo appello potete scrivere all’indirizzo mail info@giuliettochiesa.it.
Giulietto Chiesa

13 mag 2014

Pronti a cambiare l'Europa! - Alexis Tsipras

Cari compagni e amici, sono molto felice e commosso di inviarvi questo messaggio, perché parla della nostra vita comune, negli ultimi dieci anni.
 
 Siamo cresciuti insieme e stiamo diventando più forti nella tempesta dell'austerità neoliberista. Perché ancora una volta, quando il neoliberismo e i conservatori mandano indietro la ruota della storia, è il momento per la sinistra di spingere in avanti l'Europa. 
 
Durante questi dieci anni tutti ci siamo evoluti,siamo cambiati, agendo insieme, discutendo insieme, decidendo insieme. Cambiando noi stessi, abbiamo cambiato la sinistra in Europa.Unire partiti diversi, da diversi paesi, tutti con le loro storie e tradizioni politiche,è stato ed è ancora - perché il processo di inclusione non è finito - un'azione politica difficile, ma affascinante.Lo abbiamo fatto con successo, perché è per questo che la sinistra esiste:per unire, non per dividere. E non possiamo unire le  persone se non ci uniamo fra noi, coordinandoci con le altre forze progressiste.Perché quando ci uniamo non stiamo semplicemente aggiungendo forze, ma le moltiplichiamo,moltiplichiamo il nostro impatto. Riuscendo a farlo, abbiamo unito la sinistra in Europa.Ora siamo pronti ad unire l'Europa alla sinistra. Quell'Europa che il neoliberismo divide.
 
Siamo pronti a cambiare l'Europa, perché è chiaro:questa non è la nostra Europa, questa è l'Europa del neoliberismo,delle intese fra il Ppe, i liberali e i socialdemocratici europei;questa è l'Europa di Jean Claude Juncker, Guy Verhofstadt e Martin Schulz. È la loro Europa,e noi vogliamo cambiare questa Europa.
 
Al posto della loro Europa dell'austerità, della disoccupazione e della povertà;al posto della loro Europa, che distribuisce guadagni ai ricchi e paura ai poveri;al posto della loro Europa sempre al servizio dei bisogni dei banchieri vogliamo un'Europa al servizio delle persone e dei loro bisogni. 
Un'Europa di pace e solidarietà, che dia priorità ai giovani. 
 
Un'Europa democratica, sociale ed ecologica,questa è la nostra Europa, l'Europa della Sinistra europea. 
 
Cari compagni e amici, questo è il momento. Cari compagni e amici, è il momento di cambiare l'Europa.
Le elezioni europee che si terranno fra qualche giorno sono diverse da tutte quelle che si sono svolte in passato. Sono fondamentali per il futuro dell'Europa,sono fondamentali per le nostre vite. 
 
Votare non è mai stato importante di quanto sarà fra qualche giorno,perché l'Europa è a un bivio: se prevarranno le forze politiche neoliberistel'austerità diventerà permanente, la democrazia sarà ancora indebolita e gli standard di vita crolleranno.
 
Per questo crediamo che sia il momento di cambiare le nostre vite.
Restando a casa, non votando, lasciamo altri decidere per noi, per le nostre vite e per quelle dei nostri figli.
Dobbiamo andare alle urne a maggio, dobbiamo andare a votare. Stiamo combattendo per ogni
singolo voto: ogni voto che va alla Sinistra europea è un voto che indebolisce la signora Merkel,è un voto contro l'austerità. 
Perché in questo momento critico, l'alternativa alle urne è cristallina: la Sinistra europea o l'austerità, la Sinistra europea o la signora Merkel.
 
 
Cari compagni e amici, condividiamo la stessa visione, condividiamo lo sforzo per realizzarla, rendiamo questo decimo compleanno della Sinistra europea un nuovo inizio per l'Europa.
 
Sarà il maggio della Sinistra europea, sarà il maggio della speranza e del cambiamento in Europa«We shall overcome», vinceremo. 
 
Grazie

05 mag 2014

L'Altra Europa con Tsipras- per un Europa più giusta, per un Europa dei cittadini..

Il 25 maggio voterò con molto entusiasmo per la lista "L'Altra Europa con Tsipras".
L'unica Lista presente alle Elezioni Europee 2014 davvero dalla parte dei cittadini.
Basta pensare prima alle Banche, poi ai potenti e dimenticare completamente i cittadini, il popolo, le persone...
Questo maggio votiamo per la Nostra Vita!!!

Ecco le 10 vie alternative che intendiamo percorrere:

1 - Siamo la sola forza alternativa perché non crediamo sia possibile pensare l’economia e l’Europa democraticamente unita «in successione»: prima si mettono a posto i conti e si fanno le riforme strutturali, poi ci si batte per un’Europa più solidale e diversa. Le due cose vanno insieme. Operare «in successione» riproduce ad infinitum il vizio mortale dell’Euro: prima si fa la moneta, poi per forza di cose verrà l’Europa politica solidale. È dimostrato che questa “forza delle cose” non c’è. Status quo significa che s’impone lo Stato più forte. 

2 - Siamo la sola forza alternativa perché crediamo che solo un’Europa federale sia la via aurea, nella globalizzazione. Se l’edificheremo, Grecia o Italia diverranno simili a quello che è la California per gli Usa. Nessuno parlerebbe di uscita della California dal dollaro: le strutture federali e un comune bilancio tengono gli Stati insieme e non colpevolizzano i più deboli. In un’Europa federata, quindi multietnica, l’isola di Lampedusa è una porta, non una ghigliottina.
3 - Siamo la sola forza alternativa perché non pensiamo che prioritaria ed esclusiva sia la difesa dell’«interesse nazionale»: si tratta di individuare quale sia l’interesse di tutti i cittadini europei. Se salta un anello, tutta la catena salta.

4 - Siamo la sola forza alternativa perché non siamo un movimento minoritario di protesta, ma avanziamo proposte precise, rapide. Proponiamo una Conferenza sul debito che ricalchi quanto deciso nel 1953 sulla Germania, cui vennero condonati i debiti di guerra. L’accordo cui si potrebbe giungere è l’europeizzazione della parte dei debiti che eccede il fisiologico 60 per cento del pil. E proponiamo un piano Marshall per l’Europa, che avvii una riconversione produttiva, ecologicamente sostenibile e ad alto impatto sull’occupazione, finanziato dalle tasse sulle transazioni finanziarie e l’emissione di anidride carbonica, oltre che da project bond e eurobond.

5 - Siamo la sola forza alternativa perché esigiamo non soltanto l’abbandono delle politiche di austerità, ma la modifica dei trattati che le hanno rese possibili. Tra i primi: l’abolizione e la ridiscussione a fondo del Fiscal Compact, che promette al nostro e ad altri Paesi una o due generazioni di intollerabile povertà, e la distruzione dello Stato sociale. Promuoviamo un’Iniziativa Cittadina (art. 11 del Trattato sull’Unione europea) con l’obbiettivo di una sua radicale messa in discussione. Chiederemo inoltre al Parlamento Europeo un’indagine conoscitiva e giuridica sulle responsabilità della Commissione, della Bce e del Fmi nell’imporre un’austerità che ha gravemente danneggiato milioni di cittadini europei. 

6 – Siamo la sola forza alternativa perché non ci limitiamo a condannare gli scandali della disoccupazione e del precariato, ma proponiamo un Piano Europeo per l’Occupazione (PEO) il quale stanzi almeno 100 miliardi l’anno per 10 anni per dare occupazione ad almeno 5-6 milioni di disoccupati o inoccupati (1 milione in Italia): tanti quanti hanno perso il lavoro dall’inizio della crisi. Il PEO dovrà dare la priorità a interventi che non siano in contrasto con gli equilibri ambientali come le molte Grandi Opere che devastano il territorio e che creano poca occupazione, ad esempio il TAV Torino-Lione e le trivellazioni nel Mediterraneo e nelle aree protette. Dovrà agevolare la transizione verso consumi drasticamente ridotti di combustibili fossili; la creazione di un’agricoltura biologica; il riassetto idrogeologico dei territori; la valorizzazione non speculativa del nostro patrimonio artistico; il potenziamento dell’istruzione e della ricerca.

7 – Siamo la sola forza alternativa perché riteniamo un pericolo l’impegno del governo di concludere presto l’accordo sul Partenariato Transatlantico per il Commercio e l'Investimento (Ttip). Condotto segretamente, senza controlli democratici, il negoziato è in mano alle multinazionali, il cui scopo è far prevalere i propri interessi su quelli collettivi dei cittadini. Il welfare è sotto attacco. Acqua, elettricità, educazione, salute saranno esposte alla libera concorrenza, in barba ai referendum cittadini e a tante lotte sui “beni comuni”. La battaglia contro la produzione degli OGM, quella che penalizza le imprese inquinanti o impone l’etichettatura dei cibi, la tassa sulle transazioni finanziarie e sull’emissione di anidride carbonica sono minacciate. La nostra lotta contro la corruzione e le mafie è ingrediente essenziale di questa resistenza alla commistione mondializzata fra libero commercio, violazione delle regole, abolizione dei controlli democratici sui territori. 

8 - Siamo la sola forza alternativa perché vogliamo cambiare non solo gli equilibri fra istituzioni europee ma la loro natura. I vertici dei capi di Stato o di governo sono un cancro dell’Unione, e proponiamo che il Parlamento europeo diventi un’istituzione davvero democratica: che legiferi, che nomini la Commissione e il suo Presidente, e imponga tasse europee in sostituzione di quelle nazionali. Vogliamo un Parlamento costituente, capace di dare ai cittadini dell’Unione una Carta che cominci, come la Costituzione statunitense, con le parole «We, the people....». Non con la firma di 28 re azzoppati e prepotenti, che addossano alla burocrazia di Bruxelles colpe di cui sono i primi responsabili.

9 - Siamo la sola forza alternativa a proposito dell’euro. Pur essendo critici radicali della sua gestione, e degli scarsi poteri di una Banca centrale cui viene proibito di essere prestatrice di ultima istanza, siamo contrari all’uscita dall’euro e non la riteniamo indolore. Uscire dall’euro è pericoloso economicamente (aumento del debito, dell’inflazione, dei costi delle importazioni, della povertà), e non restituirebbe ai paesi il governo della moneta, ma ci renderebbe più che mai dipendenti da mercati incontrollati, dalla potenza Usa o dal marco tedesco. Soprattutto segnerebbe una ricaduta nei nazionalismi autarchici, e in sovranità fasulle. Noi siamo per un’Europa politica e democratica che faccia argine ai mercati, alla potenza Usa, e alle le nostre stesse tentazioni nazionaliste e xenofobe. Una moneta «senza Stato» è un controsenso politico, prima che economico. 

10 – Siamo la sola forza alternativa perché la nostra è l’Europa della Resistenza: contro il ritorno dei nazionalismi, le Costituzioni calpestate, i Parlamenti svuotati, i capi plebiscitati da popoli visti come massa amorfa, non come cittadini consapevoli. Dicono che la pace in Europa è oggi un fatto acquisito. Non è vero. Le politiche di austerità hanno diviso non solo gli Stati ma anche i popoli, e quella che viviamo è una sorta di guerra civile dentro un’Unione che secerne di nuovo partiti fascistoidi come Alba Dorata in Grecia, Jobbik in Ungheria, Fronte Nazionale in Francia, Lega in Italia. All’esterno, poi, siamo impegnati in guerre decise dalla potenza Usa: guerre di cui gli Stati dell’Unione non discutono mai perché vi partecipano servilmente, senz’alcun progetto di disarmo, refrattari a ogni politica estera e di difesa comune (il costo della non-Europa in campo militare ammonta a 120 miliardi di euro annui). Perfino ai confini orientali dell’Unione sono gli Stati Uniti a decidere quale ordine debba regnare. 

L’Europa che abbiamo in mente è quella del Manifesto di Ventotene, e chi lo scrisse non pensava ai compiti che ciascuno doveva fare a casa, ma a un comune compito rivoluzionario. Noi oggi facciamo rivivere quella presa di coscienza: per questo al Parlamento europeo saremo con Tsipras, non con i socialisti che già pensano a Grandi Intese con i conservatori dello status quo. Siamo così fatti perché non abbiamo perduto la memoria del Novecento. L’Europa delle nazioni portò ai razzismi, e allo sterminio degli ebrei, dei Rom, dei malati mentali. L’Europa della recessione sfociò nella presa del potere di Hitler.